Quarantena 13

Aprile è scoppiato. Gli alberi ridono in questo sole, mentre noi dentro casa lavoriamo alle nostre cure.

Mara_Celani_Montagna-
Gli uccelli, padroni dello spazio sonoro si permettono lussi inediti: piccioni che passeggiano al bordo della strada, merli che attraversano a piedi il prato pieno di margherite. Le cornacchie discutono tra la chioma di un pino e quella del grande cedro del Libano. Ogni specie d’uccello prova nuovi canti. La controra è un concerto, sul nostro terrazzo.

Non si vedono più tanti gabbiani, evidentemente c’è meno spazzatura disponibile intorno ai cassonetti.
I cani portano a spasso i loro padroni nei prati tra le palazzine. Nel loro parco, qui sotto casa mia, è stato vietato l’accesso.
Persone in mascherina e guanti passano ogni tanto. Le macchine sono rare, più rare dei camion che riforniscono il vicino supermercato. Ogni tanto la sirena di un’ambulanza solca il quartiere.

Noi viviamo sotto una quiete apparente. Ogni cuore nasconde una pena, piccola o grande. Un dolore per qualcosa che è stato o un’ansia per qualcosa che sarà, o che doveva essere e forse non sarà. Le nozze di giugno saranno rimandate? Gli esami si faranno a distanza? Il lavoro continuerà o si esaurirà? Lo stipendio continuerà a correre?

 

 

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