Perché gli uomini amano le rose

Roseto 102Se vuoi vedere una folla di persone sorridenti di tutte le età vai al Roseto Comunale di Roma una mattina di un giorno festivo di maggio.  Cori di esclamazioni di meraviglia, l’espressione “Fior tra i fiori” tradotta in tutte le lingue accompagna ogni invito a mettersi in posa con lo sfondo fiorito. All’udire “Une fleur parmi les fleurs” pronunciato da un turista francofono ho avuto la conferma che il genio non è una prerogativa solo italiana.  Nota bene che la fila di coppie che si ritraggono a vicenda con ogni tipo di apparecchio digitale si forma, di preferenza, davanti alle rose rosse.
Se vuoi cercare di imparare qualcosa del mondo multiforme delle rose, della genealogia delle specie moderne e vedere in fiore le specie botaniche che hanno dato origine agl’ibridi odierni il Roseto è ben corredato di spiegazioni.  Il tracciato dei viali del giardino è a forma di menorah, spiega un guida al suo gruppo di turisti e ogni settore delimitato dai viali racchiude una famiglia di specie e di varietà.  Io mi metto ogni volta d’impegno a cercare di distinguere una rosa gallica da una rosa inglese, una bourboniana da una centifolia, ma è una battaglia persa. Mi perdo tra le forme e le sfumature delle corolle, mi tuffo con le narici in cerca del profumo, come fanno tutti quelli che, beati, nulla si curano di apprendere della teoria.  Ogni volta mi riprometto di tornare di giorno feriale, con meno gente.  Chissà se ce la farò quest’anno.  Intanto scatterò un bel po’ di foto e le migliori le potrai vedere qui.

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La posizione del Roseto di Roma è davvero invidiabile.  Sicuramente esistono altri giardini botanici consimili nel mondo, più ricchi, più estesi, più famosi di questo, ma fatico a credere che si possa trovare altrove tanta dovizia di cielo, di sole e di vento (indispensabile per la salute della rosa), tanto sfondo di rovine monumentali.  Tutto il centro di Roma è inquadrato da due quinte di pini marittimi, preceduti, sulla destra, oltre il Circo Massimo, dalle mura incavate di archi del Palatino.
Invaso dal popolo il Roseto sopporta il traffico umano con signorile condiscendenza. E chissà quanti sono in grado di apprezzare il fatto che in tutto il giardino non si vede un afide, un mal bianco, una ticchiolatura, segno di una cura impeccabile, di cui chi lo gestisce deve andare fiero.
Il primo di maggio quasi tutto è in fiore, ti avvicini e cerchi il profumo in quelle corolle aperte al sole con gli stami che solleticano il ventre di api ubriache e scopri aromi che ti toccano nel profondo della memoria, in modo misterioso. Il fascino di questa essenza è tale che da secoli si ha la pazienza di raccogliere almeno 90 kg di petali per ottenere solo 3 o 4 grammi di profumo, praticamente il peso, in petali di rosa, di mio marito calzato e vestito. È perigliosa davvero l’arte della coltivazione di questo fiore armato, antichissimo, comparso sulla terra molto prima della specie umana, sembra arte amata dagli uomini, non roba da donnicciole.  L’entrare in gara per vincere il premio del miglior ibrido (un concorso di prestigio internazionale dà lustro ogni anno al Roseto di Roma), il combattere contro le spine per le spietate potature di stagione mettono in gioco passioni virili.  La rosa, il fiore più femminile che ci sia, con le sue armi di difesa, con la sua caduca bellezza, con i suoi colori che tra bianco, rosso e giallo si mischiano e diluiscono all’infinito, sarà l’omaggio che le donne riceveranno finché esisteranno uomini.

Molti gli uomini che accompagnano madri amiche spose a visitare il Roseto.  Alcuni sembrano sorpresi di provare tanto interesse per questa realtà.

Un signore, non elegante e non raffinato nella sua tuta sportiva, col suo cappelletto e la macchina fotografica al collo, resiste alla richiesta di lei di essere ritratta accanto ad un generoso arbusto fiorito.  Perché, se è fotograficamente ben equipaggiato?  “Sei vestita di rosso” è la giustificazione e non ha torto.  La maglia color lacca della signora e il magenta scuro della rosa Cardinal Hume sono come il diavolo e l’acqua santa.  Come non capirlo? Ah, dietro quanti geometri, ragionieri, amministratori di condominio si cela in realtà una sensibilità proustiana incompresa dalle loro compagne.

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3 thoughts on “Perché gli uomini amano le rose

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