Se questa è Roma

DSC_9206 - Version 2Papa Sisto V, il Barone Haussmann, il Cavalier Mussolini ed altri noti personaggi del passato godono di una sinistra fama tra i progettisti di oggi: realizzavano i loro sogni urbanistici demolendo quanto li intralciava. Demolendo e poi ricostruendo. Molto é stato fatto e rimane a ricordarne le gesta, nel bene e nel male (qui non interessa un giudizio di merito).

Negli ultimi anni, a Roma, nel quartiere dell’Eur é stata adottata la stessa tecnica, ma solo per la prima fase, la demolizione. Tecnica sicuramente efficace, rapida e bipartisan perché adottata da almeno due successive amministrazioni comunali di segno politico opposto.

In un periodo di tempo piuttosto contenuto, se paragonato alla storia di Roma, all’Eur, in un territorio piuttosto ristretto, se comparato all’estensione della città, sono stati demoliti il Luna Park, i campi sportivi delle tre fontane, il velodromo, le torri del Ministero delle Finanze, il laghetto dell’Eur e forse qualcos’altro di meno evidente.

EUR

Il Luna Park (3). Attraeva un pubblico variopinto e rumoroso (forse non sempre raffinato) da tutta la regione; concettualmente, forse, appartiene al passato e la sua gestione, immagino, era diventata faticosa e poco remunerativa. Al suo posto non c’è ancora nulla. Nell’abbandono generale é spuntato, ad un certo punto, lo scheletro di una palazzina (l’immortale e onnipresente palazzina romana).

Una città grande come Roma ha, sostanzialmente, solo tre o quattro poli attrezzati per lo sport: uno di questi era costituito dai Campi Sportivi delle Tre fontane (1,2). Sono stati demoliti anni fa, poco prima che venisse annunciata l’intenzione di ospitare il gran premio di formula 1 a Roma. Anche la pista di pattinaggio su ghiaccio si è trasferita. Proprio lì sarebbero dovuti sorgere i box, credo, ma si tratta forse di una coincidenza. Il cartello dei lavori recita, infatti, che i campi saranno resi accessibili per gli atleti diversamente abili. Intanto, da anni, c’è un enorme scavo e …… lo scheletro di una palazzina.

Il Velodromo (7). Anni fa incontrai due architetti americani (ma uno era di origine molisana) che fotografavano dall’esterno il velodromo e speravano, loro, di poterne visitare l’interno. Ma dove vi credete di essere! Per evitare tali ingerenze é stato demolito in maniera spettacolare con la dinamite, ricoprendo, pare, le case circostanti di un impalpabile velo di polvere e amianto. Per un po’ si sono sentite molte proposte per sostituire l’opera dell’arch. Ricci, ma ancora non se ne è fatto niente. La pista di parquet per le bici a scatto fisso non c’è più e non mi risulta che c’è ne sia un’altra né a Roma né forse in provincia (Forano é in provincia di Rieti).

Le torri dell’ex Ministero delle Finanze (5). Interessate negli anni da molti lavori di adeguamento, almeno quelli visibili dall’esterno, sono state finalmente liberate dal pesante fardello delle murature perimetrali. Neanche Renzo Piano é riuscito a trovare l’idea giusta da proporre per avviarne il recupero. Oggi svettano nude e scrostate, incartate in reti di sicurezza, anti volatili. Non si specchiano più nel laghetto perché in quel tratto non c’è acqua (per sapere perché leggi il prossimo punto).

Il Laghetto dell’Eur (6). In Italia, si vede, non si costruiscono spesso parchi. Ma quelli che ci sono, storici o recenti, andrebbero mantenuti e curati con il massimo rispetto. Massimo De Vico Fallani, aveva concepito un parco intorno ad un grande lago dai margini geometrici. Il lago ha sempre permesso la pratica di alcuni sport acquatici, caso isolato in città, se si esclude il Tevere. Il laghetto é stato tagliato per accogliere un acquario che, chissà perché, dovrebbe risultare sommerso o semi sommerso. Anni fa ho letto che i lavori si sarebbero conclusi con qualche ritardo perché in autunno aveva piovuto molto. Evidentemente ha piovuto molto in tutti i successivi autunni, perché i lavori sembrano definitivamente fermi. Intanto qualcuno dice che i lavori hanno inevitabilmente danneggiato lo strato impermeabile realizzato sul fondo del lago, che quindi perde acqua.

Tutto questo é avvenuto sotto gli occhi di migliaia, forse centinaia di migliaia, di cittadini automobilisti che ogni mattina ed ogni sera sfilano in colonna, con mesto corteo, lungo via Cristoforo Colombo andando e tornando dalle loro occupazioni quotidiane.
Sull’unica area libera, non edificata e dove non c’era nulla da demolire, una costruzione é stata cominciata (ma non é finita). Qualche NUVOLA (4) si é addensata anche su quel cantiere?

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