Verrò, Vedrò, Vincerò.

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Cronaca di un think net di mezza estate

Ma guarda, ho ritrovato un appuntino preso durante una serata estiva di due anni fa.  Doveva essere all’apertura dei lavori di quel “think net“.  Ah sì, Vedrò. Cioè Ho Visto.  Passato.

Ero al party di apertura di quella kermesse, organizzata per diverse estati da un gruppo di esponenti di vari orientamenti politici, estesa a chiunque fosse impegnato nella società civile con ambizione, in fieri o realizzata, di classe dirigente.  Molti si potevano già considerare arrivati e io ancora non ho capito bene perché mi trovassi lì.  Solo la mia qualifica di madre di cinque figli, rivelatasi presto prevalente su quella di architetto, aveva il potere di estrarmi dall’anonimato facendo scattare sull’attenti qualche studioso delle cause sociali della recessione economica.  Per il resto,  ero quasi un pesce fuor d’acqua, disincantata riguardo alle reali possibilità di fare network in modo produttivo, io che non avevo alcuna posizione di rilievo come professionista.   In bilico tra curiosità e disincanto, non riuscendo trovare la mia amica giornalista nella folla, prendevo nota. Anche in questo caso posso dire: “Non amo che le foto che non scattai.”  Mi sembrava sfacciato scattare in mezzo alla festa. Dài, non si fa.

Naso nello smartphone e aria seccata. Questa la strategia minima per l’happening in cui non conosci nessuno. Il dressing code della cena in piedi non poteva essere lo stesso della conferenza politica di apertura dei lavori. Per questo le donne sono spuntate solo al momento dei drink.
Il micro abito di maglina fuori tempo massimo, over 45 per capirsi.
Un signore biondo con le ballerine e un anello enorme dà lezione su come si porta una clutch di vernice destreggiandosi con la flute del prosecco.
Il solito tubino nero, ma corto davanti e lungo dietro issato su tacco idoneo a evitare la sparizione della presidente in mezzo alla folla compatta.
Perchè per gli uomini informale vuol dire informale e per le donne vuol dire sempre tacco 12?
Le luci si abbassano la musica si alza. Aumenta anche la carica di compiacimento autoreferenziale. È il solito nuovo ballo dell’estate.

Ora che abbiamo un governo formato da parecchi di quei rampanti non si sente più la necessità di riunire la moltitudine presso la ex centrale idroelettrica di Dro, infatti Vedrò, nella sua edizione estiva, non avrà più luogo.

“Chi è dentro è dentro, chi è fora è fora.”  Mi è scappato.

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