Note minime – 4

Ai musicisti non interessa il tempo dell’orologio ma quello del metronomo. Il periodo che va all’infinito, senza numero. A noi mortali servono cifre arabe scritte e il nostro tempo è una torta da fare a fette, da mangiare pezzo pezzo finché non è finita. Invece la sinusoide del pendolo non si esaurisce mai finché reggono le forze. Uno che studia Liszt, scaglia  le onde delle sue mani contro la tastiera come il mare che si scaraventa contro uno scoglio finché il moto incessante non diventa musica. Lui, il pianista diventa musica.
Magari quando va in gita il pianista è uno che ha in uggia anche fare due passi e si ricrea fumando una sigaretta.

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