1 – Non amo che le foto che non scattai

Non c’è viaggio, lungo o breve da cui non torni con un profluvio di immagini fotografiche nella mia memoria magnetica.  Di tutto ciò che ho visto però, quello che porto dentro di me, nella mia memoria biologica, è una serie di immagini di cui non resta traccia visibile.

Ad esempio:

Campagna romana

– Una sera di gennaio, lungo la via Pontina, una serie di serbatoi cilindrici di metallo illuminati dalla luce del tramonto, con un cielo minaccioso di pioggia.
– Un corteo di tralicci dell’alta tensione, che procedono a braccia aperte, silenziosi.
– Campi setosi di spighe bionde, con sullo sfondo chiome arboree scure e ferme, e un cielo di piombo.

corteo di tralicci

Roma, via Matteo Bartoli, inverno
– Una sera di pioggia battente, il parco davanti al mio cancello. Molti alberi alti, uno solo secco, altissimo, un grande lampione fa un cono di luce gialla e le macchine che passano sollevano spruzzi d’acqua che si illuminano a sprazzi.

– Di notte, con le luci dei lampioni di fuori che entrano dalle finestre e tagliano a losanghe il soffitto del soggiorno.

Annunci

Dì la tua!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...