Cosa c’è nell’occhio di chi guarda l’architetto?

l'architetto

Bisognerebbe aggiungere anche il modo in cui si usa la figura dell’architetto nelle fiction, nelle soap, in cui evoca il glamour un tempo appannaggio dei piloti di aerei, oggi in digrazia, declassati a conducenti di pullman.

Decenni di abusivismo e di condoni, di pianificazione irrealistica, di oggetti architettonici piazzati a forza nel paesaggio hanno dimostrato che la figura dell’architetto non aggiunge valore alle opere, ma è solo una voce di spesa che si può tagliare, buona solo per dare  giustificazione a scelte bizzarre. Tutto questo dopoguerra ha reso sempre più “superfluo” l’architetto e lo ha reso sempre più, nell’immaginario collettivo, un optional da sfoggiare nei salotti o nei programmi politici, fiore all’occhiello di amministrazioni pubbliche prive non solo di cultura, ma anche di fantasia, giacchè i nomi celebri sono pochissimi, almeno quelli che la gente comune è in grado di ricordare e riconoscere.

Molti architetti, che ne hanno il titolo e costruiscono, non sono altro che dei “supergeometri”, cioè dei geometri con una enorme spocchia e un’infarinatura di tutto un po’, modelli irraggiungibili e quasi nessuna esperienza della buona qualità di molta architettura e urbanistica.  In particolare in Italia, e a Roma, il bagaglio culturale dei pochi architetti che riescono a progettare e a costruire, attinge al repertorio visivo della palazzina, del condominio, dell’ufficio pubblico, molto più che al repertorio storico recente o remoto.  La prassi è diventata normativa formale.

Non c’è niente da ridere.  Se a questo si aggiunge la sparizione della classe media, che era la committenza prevalente fino ad un decennio fa di professionisti-artigiani come la sottoscritta, potremmo davvero avere ragione di lamentarci.

Cadono le case in Abruzzo, si mobilita l’Ordine degli Architetti Roma per fornire la consulenza di almeno 400 professionisti affamati, si mobilita una task force per la valutazione dei danni, e il sindaco dell’Aquila proclama di voler invitare a progettare la ricostruzione ai soliti noti:  Piano Fuksas Meier Ando.

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One thought on “Cosa c’è nell’occhio di chi guarda l’architetto?

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